Il CETA è fallito. Ufficialmente.

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Il CETA è fallito. Ufficialmente.

Ottobre 24, 2016 - 18:28
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Non tutti gli Stati europei hanno voluto il trattato Ue-Canada, dunque bye-bye Ceta.

Paul Magnette, presidente della Vallonia, che ha rifiutato il CETA. Fonte: Wikimedia Commons

Si erano rincorsi nei giorni precedenti le notizie sul fallimento del trattato di libero commercio euro-canadese, ma arriva oggi la notizia ufficiale. Infatti, il parlamento della Vallonia, una delle regioni autonome del Belgio ha deciso di non concedere i poteri di ratifica dell’accordo al governo centrale, nonostante siano scesi in campo il primo ministro del Belgio Charles Michel e il Ministro canadese Chrysta Freeland con la speranza di un’ultima intesa con il parlamento federale.

Oggi in una conferenza stampa il governo belga ha ammesso di non poter firmare il trattato, facendo sì che la cerimonia di ratifica del Ceta che si sarebbe dovuta tenere giovedì salti. E con questa le speranze delle multinazionali di trascinare gli stati europei in un International Court System per imbrigliare le sovranità decisionali pubbliche (come spiega benissimo l'On. Tiziana Beghin).

L’assemblea parlamentare della Vallonia nei giorni scorsi si era pronunciata negativamente sulla ratifica del trattato transatlantico, ponendo il veto provvisorio. La decisione aveva scatenato forti timori tra la compagine pro-Ceta della Commissione Europea e dei Ministri del Commercio dei paesi UE favorevoli, ma allo stesso modo ha rinvigorito i critici. Infatti, al summit del 18 ottobre tra i ministri del Commercio interessati quelli di Bulgaria e Romania hanno chiesto maggiori facilitazioni nel rilascio dei visti per il Canada, il ministro tedesco ha espresso forti criticità e ha chiesto di avere una speciale clausola per recedere dal trattato entro un anno dalla sua approvazione. Essendo un accordo misto, non basta l’approvazione dell’Unione Europea, ma quelli dei ventotto singoli stati. Mancando l’appoggio del Belgio, il Ceta è ora carta straccia, anche se il Consiglio Europeo prossimo dovrà accettare questa posizione. E allora si potrà celebrare in maniera solenne il funerale del fratello del TTIP.

Curiose sono le dichiarazioni di Bernd Lange, presidente della Commissione Commercio Internazionale del Parlamento Europeo: “Il fallimento del CETA è sintomo che sia necessario riorientare le politiche verso le legittime aspettative dei cittadini”. Questo non sarebbe ciò che le istituzioni dovrebbero fare ogni giorno?

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