La Vallonia ha accettato. E ora cosa succede al CETA?

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La Vallonia ha accettato. E ora cosa succede al CETA?

Novembre 06, 2016 - 15:44
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C'è ancora possibilità che il Ceta venga bloccato?

Nelle pagine del nostro giornale avevamo dato la notizia del fallimento ufficiale dell’approvazione provvisoria del CETA, il discusso accordo Ue-Canada di libero scambio.

E invece, infine, la Vallonia ha ceduto e ha accettato di firmare il Ceta. Il suo “sì” è stato venduto al prezzo di promesse future:
• L’impegno che il governo belga intervenga presso la Corte di Giustizia Europea per verificare l’aderenza delle regole dell’International Court System con quelle dell’ordinamento europeo
• La possibilità di rifiutare definitivamente il Ceta al momento del voto dei singoli parlamenti nazionali
• L’impegno da parte della Commissione Europea a tutelare il “principio di precauzione”
Saranno mantenute?

Partiti, associazioni, sindacati non hanno smesso, però, di chiederne il rifiuto. La coordinamento della campagna Stop TTIP Italia ha organizzato una mobilitazione nazionale il 5 novembre. Infatti, l’approvazione definitiva non è ancora avvenuta. Al 15 novembre tocca al Senato italiano.
Sicuramente, come ha spiegato in un’intervista Hélène Ryckmans (deputata verde della Vallonia), cresceranno i tentativi di influenzare il voto dei Parlamenti, com’è successo per i parlamentari del piccolo parlamento belga:

Abbiamo ascoltato "le due campane" e adesso riscontriamo più pressioni da parte della Commissione o degli altri governi del Belgio, che vorrebbero che firmassimo dicendo : "Abbiamo seguito tutto l'iter, adesso bisogna concludere"

L’ultima possibilità per fermare l’approvazione del trattato si trova nei parlamenti nazionali. Basta un solo voto contrario per bloccare tutto. (Tant’è che 41 europarlamentari compresa l’italiana Alessia Mosca hanno chiesto alla Commissione Europea di far entrare in vigore il Ceta subito dopo la ratifica del Parlamento Europeo, senza aspettare il parere degli Stati …)

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