Medio Oriente, arriva Trump

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Medio Oriente, arriva Trump

Novembre 17, 2016 - 00:18
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Le conseguenze geopolitiche sul fronte medio-orientale di Trump presidente.

Foto di Michael Vadon (https://www.flickr.com)

La vittoria dei tycoon americano potrebbe ridisegnare la geografia politica dell’area mediorientale spostando alcuni equilibri attuali, a partire dal ruolo dell’Iran fino alle tensioni Russia- Usa sulla guerra di Siria.

In Israele, la destra di Casa ebraica ha avallato un progetto di legge promosso da Naftali Bennet che legalizza avamposti coloniali ebraici costruiti su terreni privati palestinesi a partire da quello di Amona, simbolo dei coloni. Il premier Netanyahu ha storto la bocca per l’iniziativa giudicandola non prudente. Poi l’ha appoggiata per non cedere alle pressioni della destra e per accontentare la base del suo partito chiaramente favorevole ad una colonizzazione dei Territori senza scrupoli. La mossa di Bennet nasce dall’esaltazione della destra israeliana circa la possibilità che l’amministrazione Trump metta fine all’idea stessa di uno Stato palestinese con capitale Gerusalemme est e dai confini del 67’ come chiesto da sempre dall’Anp.

A galvanizzare le posizioni più oltranziste in Israele arrivano le prime dichiarazioni del presidente americano sul nucleare iraniano. Nell’entourage di Trump circolano indiscrezioni sulla reversibilità degli accordi a partire dall’allentamento delle sanzioni sull’Iran. Se così fosse a Teheran sarebbe il caos: si rafforzerebbe l’anima più radicale della scena politica del paese, quelli che dubitavano dell’Occidente e della veridicità delle sue intenzioni. Mentre si potrebbe far strada l’idea di riprendere il programma atomico. L’ayatollah Kathami ha intanto chiesto a Trump di non fare come i suoi predecessori. Mentre l’Arabia Saudita e Israele stanno a guardare, pronti ad afferrare l’occasione di un ridimensionamento dell’Iran dalla regione.

Scotta intanto la crisi siriana con il maggior dispiegamento di navi russe sulle sue coste dall’inizio della guerra ad oggi. Forse Trump potrebbe abbandonare in Siria quei gruppi su cui si sono investiti fino ad oggi milioni di dollari. Un nuovo asse Russia- Usa- Turchia , oggi in versione anti- Isis, farebbe esplodere le contraddizioni in cui da sei anni è avvolta la guerra. C’è chi è contento e chi teme: nei prossimi giorni si capirà se l’America resterà sola con se stessa o se non rinuncerà a plasmare il mondo.

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