Per Paolo Maddalena è indispensabile attuare la Costituzione. Come?

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Per Paolo Maddalena è indispensabile attuare la Costituzione. Come?

Gennaio 21, 2017 - 11:06
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Paolo Maddalena ci racconta come vorrebbe "Attuare la Costituzione"

Paolo Maddalena. Fonte: Il Fatto Quotidiano

"Sono in gioco la sopravvivenza degli Stati nazionali, la nostra vita e la vita dei nostri figli", e ancora "Di qui l'obbligo di votare NO al referendum costituzionale. Lo impone l'art. 52 della Costituzione secondo il quale "difendere la Patria è sacro dovere del cittadino". Parole forti del Prof. Paolo Maddalena, vice Presidente Emerito della Corte Costituzionale, sulla tentata controriforma costituzionale Renzi Boschi.

La sua lotta per la Costituzione repubblicana non è terminata con il 4 dicembre, anzi. Domani, 22 gennaio 2017, ha organizzato un'assemblea aperta a tutti i cittadini per definire un programma per "Attuare la Costituzione". Il giurista si occupa di questi temi da tempo. Nel 2014 la casa editrice Donzelli ha pubblicato il suo scritto "Gli inganni della finanza" dove contesta aspramente il neoliberismo e riflette sul perché sia riuscito a vincere e, addirittura, a dichiarare incostituzionale Keynes con la modifica dell'art. 81 della Costituzione nel 2012, ma lascia spazio anche a possibili soluzioni.

Teste Libere lo ha intervistato proprio a proposito.

1) Nel suo libro "Gli inganni della finanza" richiama spesso il concetto di "menzogna". Come possiamo vincere le bugie del sistema mainstream?

Le menzogne sono state propinate al popolo italiano mediante leggi che sono venute in essere dopo la famosa lettera di Andreatta a Ciampi del 1981, con la quale il tesoro sollevava la Banca d’Italia dall’obbligo di acquistare i buoni del Tesoro rimasti invenduti, dando così inizio all’attuazione concreta dei principi neoliberisti che sono in netta violazione della nostra Costituzione repubblicana.
Si ricordano le seguenti leggi: legge 1990 sulla privatizzazione delle banche pubbliche; legge del 1992 sulla privatizzazione delle nostre industri pubbliche strategiche (INA, ENI, ENEL, IRI); legge N. 130 del 1999 sulla cartolarizzazione dei diritti di credito; decreto legislativo N. 85 del 2010 che rede alienabili i demani idrico, marittimo, minerario e culturale; legge N. 480 del 2001 che legittima  i derivati; le varie leggi del governo Berlusconi sulla cartolarizzazione della vendita degli immobili pubblici; le leggi del governo Monti che hanno spinto l’Italia nella recessione creando forte disoccupazione; infine le leggi del governo Renzi a favore delle multinazionali e contro gli interessi del popolo italiano. La loro cancellazione è il modo più efficace per vincere le menzogne.

2) Lei ha scritto che "le Costituzioni europee del Secondo Dopoguerra" ci aiutano nella battaglia contro il neoliberismo. Le stesse che Jp Morgan vorrebbe rottamare. L'idea di Costituzione sarà la nuova linea di demarcazione della politica?

Certamente. Una politica che voglia davvero soddisfare gli interessi del popolo non potrà che attuare le Costituzioni del secondo dopoguerra.

3) Cita ne "Gli inganni della finanza" la decrescita. Come immagina una società della decrescita felice, anche in relazione al lavoro?

Ritengo che la forza produttiva lavoro debba essere impiegata per soddisfare i bisogni primari che, come è noto, hanno un’intensità maggiore di quelli secondari. Così il lavoro produrrà un’utilità maggiore per la comunità, avendo quindi un maggior valore, e riporterà l’economia alla sua funzione reale evitando la finanziarizzazione dei mercati.

4) In che modo il popolo può continuare la lotta? Referendum abrogativi, leggi di iniziativa popolare, nuovi partiti?

La Costituzione prevede l’istituto fondamentale della partecipazione popolare, a livello legislativo (referendum e proposta di legge popolare); a livello amministrativo (legge sulla trasparenza del 1990 N. 241); sul piano giudiziario (la cosiddetta azione popolare). E’ importante ricordare a questo proposito che l’ultimo comma dell’Art. 118 della Costituzione prevede che i cittadini, singoli e associati, possono svolgere attività di interesse generale secondo il principio di sussidiarietà. La partecipazione presuppone un’unità di intenti e di azione avendo come comun denominatore l’attuazione della Costituzione.
 

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